Intervista alla Dr.ssa Mara Nichetti, Dietista Nutrizionista

13/04/2020 News generiche


Buongiorno Dr.ssa Mara Nichetti, grazie per la sua disponibilità a questa intervista.

 

  1. Innanzitutto la invito a presentarci la sua professione e la sua specializzazione

 

Buongiorno, sono la dr.ssa Mara Nichetti, Dietista Nutrizionista con un dottorato di ricerca in neuroscienze, psicologia e statistica medica.

 

  1. Riscontra spesso pazienti che soffrono di IBS? In caso positivo sono già stati dichiarati tali dal gastroenterologo o lo scopre lei sulla base dei sintomi che riportano?

Non cosi spesso, in un anno mi capitano circa 10 pazienti con ibs su 150 pazienti che vedo in ambulatorio. Di questi circa 6 hanno una diagnosi già definita dal gastroenterologo o comunque hanno già iniziato a fare esami specifici, gli altri, invece, hanno disturbi che spesso associano al cibo. Per tale motivo talvolta, capita che si rivolgano prima allo specialista della nutrizione con l’idea che tutto possa sistemarsi con l'alimentazione, pensando di avere intolleranze di ogni tipo. In realtà arrivano spesso a me già indirizzati dal medico di base che, dopo aver escluso con gli esami del sangue una celiachia, ha suggerito loro di seguire una dieta controllata come primo step.

 

  1. Quali sono le problematiche che maggiormente le riportano pazienti che soffrono di colon irritabile?

Certamente accusano un alvo discontinuo: mi riferiscono di alternare momenti con scariche frequenti e feci non formate e periodi di stitichezza, o comunque un alvo non corretto in linea di massima.

Spesso mi descrivono una sensazione di gonfiore che talvolta è misurabile in una vera e propria distensione addominale, altre volte rimane più una sensazione soggettiva rispetto a una distensione effettiva e misurabile. Riferiscono di avere dolori addominali ed una particolare sensibilità ad ogni sensazione legata all'intestino. Altre volte, infine, riportano una sensazione di astenia.

 

  1. Le capita di avere pazienti celiaci che riportano anche sintomatologia IBS nonostante seguano una dieta senza glutine? Sulla base della sua esperienza quali sono gli alimenti che continuerebbero a dare loro fastidio?

Si assolutamente, spesso si rivolgono a me dopo aver già fatto esperimenti da autodidatta con la dieta, cercando di togliere cibi per capire come stare meglio, perciò con diete molto ristrette, alimenti ripetitivi e una conseguente assunzione dietetica del tutto inadeguata per molti nutrienti.

Lamentano spesso fastidio per i cibi elaborati perché più ricchi di grassi, e quando mangiano fuori casa soprattutto alla presenza di cibi piccanti.

Possono essere più sensibili al lattosio e lamentano fastidi mangiando alcuni tipi di frutta, verdura e fibre in generale.

Sicuramente il caffè e l'alcool non aiutano questi pazienti e andrebbero eliminati o comunque ridotti.

 

  1. Quali sono le carenze nutrizionali che maggiormente riscontra in pazienti che soffrono di colon irritabile?

Dipende un po’ da quel’è stata la dieta dell'ultimo periodo, da quante sono le scariche e il conseguente malassorbimento al quale possono andare incontro.

Sicuramente è utile valutare inizialmente il quadro del paziente con degli esami del sangue che solitamente prescrive il medico curante o meglio ancora il gastroenterologo.

Capita di avere pazienti con una carenza vitaminica e salina e/o pazienti con una carenza di ferro o proteica.

 

  1. Per quel che concerne il microbiota ed i probiotici, cosa ne pensa?

Sono senz’altro un valido alleato che aiuta molto il paziente a ridurre la sintomatologia e a ripristinare una regolarità. È una “terapia" ancora in evoluzione per quanto riguarda una vera e propria personalizzazione in base ai sintomi del paziente del tutto soggettivi.

 

  1. Secondo lei, una dieta bilanciata e studiata appositamente per coloro che soffrono di IBS, come ad esempio quella low FODMAP, potrebbe aiutare?

Assolutamente si, ci sono ormai molte evidenze scientifiche, anche se anche qui rilevo una soggettività del paziente. Questa dieta diminuisce la sintomatologia in pazienti con Ibs, tuttavia bisogna stare attenti a possibili carenze e al fatto che ci possa essere una variazione nella flora batterica; in tal caso è quindi necessario correggere adeguatamente con i probiotici. Sicuramente la personalizzazione della dieta costruita su un'attenta valutazione clinica è utile per ottenere il massimo beneficio sintomatico con la minima restrizione dietetica, e con l'obiettivo di ottenere benefici a lungo termine.

 

  1. L’attività fisica quanto è importante per coloro che soffrono di colon irritabile ?

L’attività fisica è molto importante per regolare più fattori, sicuramente regola il ciclo sonno veglia che è spesso alla base del benessere generale del paziente, libera sostanze benefiche che migliorano il tono dell'umore e riducono stress e ansia, e,  non ultimo per importanza,  permette una migliore regolarità intestinale, per i soggetti storici.

 

  1. Le linee guida riportano che bisogna assumere 2 litri di acqua al giorno: per coloro che soffrono di colon irritabile, vale la stessa regola? Riscontra che spesso questi pazienti hanno il difetto di bere poco? E’ vero che il vino è un veleno?

Per quanti riguarda l'acqua è pura fisiologia, in generale minimo 1,5 l di acqua per una donna e 2 per l’uomo è bene che vengano assunti. Se il paziente ha un intestino pigro, l'acqua aiuta il transito, se il paziente ha frequenti scariche rischia la disidratazione, perciò, deve integrare al meglio con l'acqua. Non solo i pazienti con Ibs fanno fatica a bere, purtroppo mi viene riferito alla prima visita dalla maggior parte dei pazienti. Una corretta idratazione è però alla base di un corpo sano e di fondamentale importanza in questi pazienti.

Ci sono modi corretti di idratarsi e altri che non lo sono, per tale motivo, non bisogna semplicemente arrivare alla dose prestabilita, ma è importante il come la si raggiunge. È bene sempre bere dell'acqua a temperatura ambiente e mai fredda e soprattutto sorseggiare nel corso della giornata, non bere mezzo litro insieme appena ci si ricorda!

Per quanto riguarda il vino, invece, il problema rimane sicuramente l'alcol. Il consiglio, quindi,  è in linea di massima di evitarlo,  o comunque di attenersi alla porzione consigliata per la popolazione generale di 1 bicchiere da 125 ml per la donna e 2 per l’uomo. Anche qui in funzione della tolleranza soggettiva del paziente.

 

  1. In questo periodo di quarantena, quali consigli si sentirebbe di dare a livello nutrizionale alle persone che soffrono di IBS?

Purtroppo come per tutti cambiano i ritmi abituali, che per questi pazienti sono ancor più importanti perché più sensibili. Il mio consiglio è quello di sfruttare al meglio il tempo a disposizione obbligato da questo isolamento che se vissuto nel modo corretto può portare benefici a questi pazienti. Hanno l’opportunità di cucinare a casa, sperimentare anche nuovi cibi e preparazioni con la praticità dell'ambiente familiare e la comodità della propria casa. Devono senz’altro mantenere un ritmo corretto, non saltare mai il pasto e tenere dove possibile,  gli stessi orari.

 

La ringrazio a nome di ACINI della sua preziosa collaborazione e disponibilità.

 

Il vicepresidente ACINI, Serena Pironi

 

Associazione Colon Irritabile Nazionale Italiana

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